La scorsa settimana si è verificato nel nostro quartiere dell’Albergheria un grave episodio che è stato raccontato come una violenta rissa tra bande appartenenti a due fazioni diverse, italiani e stranieri.

Mentre non sono chiare a molti, neanche a noi, tutte le cause e le dinamiche dello scontro, sin dall’inizio tanti sono stati i racconti delle violenze e delle aggressioni subite. Tra queste quella che ha visto coinvolto un bambino palermitano che è stato colpito da una bottiglia lanciata da un cittadino africano verso una finestra: un fatto gravissimo nel mezzo di una incursione caotica e violenta a Vicolo Gallo.

Non possiamo non notare, tuttavia, come la cronaca non abbia detto nulla del pestaggio razzista che ha preceduto la stessa incursione. Il conflitto di quella serata è iniziato con una caccia all’uomo in cui una ventina di palermitani, alcuni dei quali pare anche notoriamente legati alla criminalità organizzata, hanno inseguito tre cittadini gambiani e ne hanno pestato uno, che è stato bastonato e accoltellato. Ha passato la notte tra ospedale e caserma, prima di essere rilasciato senza referto medico né verbale della polizia. I suoi due compagni, invece, si trovano da una settimana nel Carcere di Pagliarelli. I loro parenti e amici non hanno notizie e i loro avvocati di fiducia non sono stati contattati.
Uno di loro era stato colpito in faccia da una bottiglia brandita da un giovane palermitano, davanti agli occhi delle forze dell’ordine.

Non ci sorprenderebbe se risultasse che l’uso e commercio di droghe siano uno dei fattori della vicenda: guardiamo con estrema preoccupazione l’aumento di tutti i fenomeni connessi al consumo ed allo spaccio in nostra zona e ci coordiniamo puntualmente con il Sert di Palermo, dove abbiamo spesso accompagnato ragazzi giovanissimi. Ci sembra importante però sottolineare quanto le notizie narrate e le strategie punitive rispondano ad una dinamica fortemente razzista.

Siamo molto preoccupati per il fatto che in questi giorni i nostri amici e soci africani dichiarano convintamente di non sentirsi protetti dalle forze dell’ordine.

Ci chiediamo come mai una rissa fra due fazioni possa determinare conseguenze così diseguali: tutti i fermati, infatti, sono gambiani.

Ci chiediamo che cosa possiamo fare tutti quanti per cercare giustizia e per creare davvero una città antirazzista, che superi la narrazione di una Ballarò semplicemente multiculturale.

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