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Sportello Sans-Papiers - Arci Porco Rosso
mercoledì 23 Giugno 2021

Lo “Sportello Sans-Papiers” del Circolo Arci Porco Rosso a Palermo è uno spazio di ascolto e di sostegno gestito da una comunità di attivisti provenienti da tante parti del mondo.

Dal 2016 forniamo assistenza gratuita a chiunque varchi la nostra porta. Ci adoperiamo attivamente per rispondere alle domande che ci vengono poste, dall’accesso ai servizi di base all’ottenimento di documenti di soggiorno. Il nostro lavoro è parte di una lotta più grande in difesa dei diritti umani, per la libertà di movimento e in opposizione ad ogni forma di razzismo attraverso la costruzione di reti di solidarietà condivise.

Chi siamo?

Siamo un gruppo di persone provenienti da tutto il mondo. La nostra squadra di attivisti, operatori e operatrici sociali, mediatori linguistico culturali, viene da tanti paesi quanti sono quelli di provenienza di coloro che abbiamo incontrato e aiutato presso lo Sportello: Costa d’Avorio, Egitto, Francia, Germania, Gambia, Ghana, Guinea, Italia, Kenya, Marocco, Nigeria, Palestina, Senegal, Regno Unito e Stati Uniti. Il nostro spazio di sostegno è parte dell’Associazione culturale Arci Porco Rosso, un circolo dentro la rete nazionale ARCI. La grande maggioranza del nostro lavoro è svolto in maniera volontaria e militante, quindi ognuno di noi fa anche altro: siamo studenti e docenti, braccianti e badanti, artisti e traduttori, cuochi e giardinieri.

Dove siamo?

Cresciamo nella ricca rete di organizzazioni impegnate nel sociale, spazi culturali e Organizzazioni Non Governative della città multiculturale di Palermo, nel Meridione d’Italia, in Sicilia. Palermo è stata per millenni un punto di incontro tra Europa, Asia ed Africa, e noi consideriamo le nostre attività parte di questa storia. Le nostre porte sono sempre aperte: facciamo da ponte e accogliamo chi viene aiutandolo sia nell’accesso ai servizi pubblici che a quelli dell privato sociale, impegnandoci attivamente anche per la difesa dei diritti negati.

Cosa facciamo?

Aiutiamo persone provenienti da tutto il mondo a navigare tra le complicate procedure relative all’accesso ai diritti sanitari, al lavoro e ai documenti di soggiorno. Questo significa avere un’ampia rete di professionisti ed organizzazioni al nostro fianco. Rappresentiamo una base stabile per coloro che sono in marcia, un luogo di riferimento per chi è di passaggio, lì dove trovare un avvocato, un dottore o anche solo un consiglio o un aiuto alla compilazione di un modulo. La maggior parte delle persone che incontriamo sono fuori dal sistema di accoglienza per richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, talvolta perché ne sono stati ingiustamente esclusi fin dal loro arrivo in Italia, altre perché ne sono già usciti. Ci impegniamo a trovare soluzioni insieme alle persone che vengono al nostro sportello, provando ad evitare la divisione gerarchica tra utente e operatore, tentando invece di costruire una comunità reciprocamente solidale. I nostri consigli e le nostre attività di supporto sono libere ed indipendenti, e così resteranno.

Chi ci sostiene?

Il nostro lavoro si basa sulla militanza. Per pagare le sede e le spese del nostro circolo Arci Porco Rosso abbiamo indetto una colletta tra i nostri soci. I nostri attivisti invece sono sostenuti in questo momento dalla Fred Foundation, dal Dutch Refugee Council e da React. In passato abbiamo ricevuto sostegno da OXFAM Italia, da Help Refugees e dalla Chiesa Valdese. Inoltre, collaboriamo ad un progetto di ricerca assieme ad AlarmPhone e Borderline Sicilia Onlus, mentre con l’Unione dei Buddisti Italiani e ARCI Nazionale lavoriamo per fornire soluzioni dirette alle emergenze abitative.

Chi viene allo sportello?

Richiedenti asilo e rifugiati

La maggior parte delle persone che viene al nostro sportello sono richiedenti asilo arrivati dalla Tunisia o dalla Libia a partire dal 2012… così come hanno fatto molti del nostro team! La richiesta per la protezione internazionale in Italia è un processo lungo e difficile, che può durare tra i 2 ai 6 anni. La procedura prevede frequenti appuntamenti in Questura, audizioni in Prefettura o in Tribunale, incontri con gli avvocati, ma anche con dottori e psicologi. Tali uffici si trovano in diversi luoghi della città, spesso molto lontani tra loro — si pensi soprattutto all’Ufficio Immigrazione delle Questura di Palermo! — e durante questi hanno vi abbiamo spesso accompagnato i nostri amici sia per dare una mano con la traduzione che per sostenerli nella loro richiesta.

Ex-detenuti

Fin dall’apertura dello Sportello abbiamo incontrato persone appena uscite di prigione che non sapevano dove andare e con in mano un provvedimento di espulsione. Così come facciamo con coloro che sono appena sbarcati, abbiamo sempre aiutato gli ex-detenuti a richiedere documenti e ad accedere ai servizi cittadini. La maggior parte degli ex-detenuti che abbiamo incontrato sono stati accusati di aver guidato del barche che hanno traghettato i migranti dalla Libia all’Italia. Purtroppo, le autorità italiane ed Europee continuano a criminalizzare coloro che guidano queste navi come se facessero parte integrante di una rete internazionale di traffico di esseri umani. A seguito di questi primi incontri con degli ex-capitani, abbiamo deciso di formare una piccola rete di ex-detenuti e attivisti, per scrivere a chi ancora è dentro — siano essi nella prigione di Palermo o altrove — per mantenere i contatti, non lasciarli soli, e anche collaborare con i loro avvocati sui loro casi.

Le donne

La maggior parte delle persone che viene allo Sportello sono uomini, tuttavia le donne che fanno parte della nostra comunità richiedono spesso una rete di supporto più solida e strutturata. Molte delle donne che vengono da noi sono o sono state prostitute, alcune vorrebbero lasciare il giro, altre richiedono la nostra assistenza a destreggiarsi tra le procedure burocratiche. Ancora più spesso, le donne che passano da noi hanno bambini piccoli e complicate storie di sfruttamento e resistenza, per cui l’assistenza medica, psicologica e legale è ancora più urgente di quella linguistica e di mediazione culturale.

Lavoratori e lavoratrici

Molte delle persone che vengono da noi lavorano in condizioni di gravissimo sfruttamento, siano essi collaboratori domestici, badanti, braccianti, prostitute, lavapiatti o muratori. La legge in difesa dei diritti dei lavoratori è fragile, i controlli praticamente inesistenti, mentre la depressione economica siciliana spinge le persone — migranti o locali — ad accettare troppo spesso terribili condizioni lavorative in mancanza di alternative. In passato abbiamo accompagnato i nostri amici ai sindacati o avvocati del lavoro per presentare istanze contro i mancati pagamenti, licenziamenti senza giusta causa o incidenti sul luogo di lavoro. Ogni anno cerchiamo di aiutare i nostri amici che lavorano nei centri di raccolta stagionali, come nella baraccopoli di Campobello di Mazara e Caltabellotta attiva durante la raccolta delle olive, o quella di Alcamo dedicata alla raccolta dell’uva.

Il report

Nel 2020, più di 300 persone sono venute nel nostro spazio di ascolto, lo Sportello del mercoledì, e la maggior parte di loro sono tornate più volte (abbiamo registrato 630 accessi). Abbiamo una media di 18 persone ogni settimana e siamo stati aperti 40 settimane su 52 all’anno.

La maggior parte delle persone che si sono rivolte a noi provengono dall’Africa Occidentale (60%), seguite dal Nord Africa (20%), Africa Orientale, Medio Oriente, Europa dell’Est ed anche Italia!