Letture pandemiche. 22 consigli di lettura in quarantena

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22 consigli di lettura pensati dal collettivo dell’Arci Porco Rosso per affrontare la quarantena e non solo.

Una lista di libri consigliati da compagne e compagni che andrebbero letti in questo periodo perché utili, analitici, critici, per ridere, per organizzarci o semplicemente per svagarci un po’.

 

1) The Shock Doctrine / Naomi Klein (Agata P.)

Klein apre con la crisi del uragano Katrina e dimostra — poi con esempi dal Sud America, dal Iraq, e tanti altri — come il neoliberalismo (o “disaster capitalism”) sfrutta le crisi e i disastri. Il libro ti farà arrabbiare, anche se già conoscevi tutta questa storia. Ma credo sempre che la rabbia è l’emozione più produttiva in momenti come questo.

 

2) Insegnare al principe di Danimarca / Carla Melazzini (Davide R.)

Perché per strutturare la didattica a distanza bisogna partire da quella di prossimità. Qui è riportata in un modo bellissimo un’esperienza nata nella periferia di Napoli negli anni novanta, e mi ci sono ritrovato tantissimo insegnando al borgo vecchio.

 

3) Midnight Oil: Work, Energy, War 1973-1992 / Midnight Notes (Richard B.)

Il collettivo di scrittura politica composto di Silvia Federici, George Caffentzis, Peter Linebaugh e altri. Il libro di marxismo eterodosso a cui torno sempre; riflessioni e analisi del mondo intero (dall’italia alla nigeria, gli stati uniti, iraq, kuwait) durante uno spettro di crisi. In italiano si trova un bel po’ degli articoli online; in inglese tutta la loro produzione.

 

4) Armi, accaio e Malattie / Jared Diamond (Giorgia M.)

Perchè alcuni popoli sono più ricchi di altri? Perchè non sono stati gli indiani d’america ad invadere la spagna? Perchè siamo immuni ad alcune malattie ed ad altre no? Questo Premio Pulitzer 1998 ci spiega che tutto dipende dall’ambiente in cui si è sviluppato un popolo… comprese malattie ed immunità.

 

5) Umami / Laia Jufresa (Irene R.)

Alcune persone abitano in un condominio a forma di lingua a Città del Messico e ci aprono la loro mente e il loro cuore per raccontare il loro vissuto a poco a poco. Sembra una descrizione sdolcinata di un libro banale, invece è bellissimo.

 

6) Le città invisibili / Italo Calvino (Marzia I.)

In un momento in cui spostarsi da casa è impossibile, viaggiare diventa un sogno. In questo libro Calvino intreccia la storia di Marco Polo con la storia che sta scrivendo, parlando di città inventate, impossibili, visibili solo con la mente. Tutte le città portano il nome di una donna e ci conducono in uno spazio sempre differente, riflettendo sulla natura insita di cosa sia una città, luogo non solo fatto per lo scambio delle merci ma anche delle parole, dei desideri, delle memorie.

 

7) Una cosa divertente che non farò mai più / David Foster Wallace (Tommaso M.)

Consumismo, claustrofobia, ironia, depressione, solitudine, inadeguatezza, umanità; praticamente questa quarantena (anche nel titolo) raccontata da uno che oggi sarebbe davvero bello fosse vivo.

 

8) Il racconto dell’ancella / Margaret Atwood (Federica B.)

Per riflettere sull’equità di genere, sulla soppressione delle libertà individuali e sullo sfruttamento dei corpi delle donne.

 

9) Momenti di trascurabile felicità / Francesco Piccolo (Sheila M.)

Per conservare la speranza di tornare ad una vita, più o meno normale, essendo pronti ad apprezzare ogni piccolo momento di benessere e felicità. Anche quelli a cui non davamo nessuna dignità.

 

10) Cent’anni di solitudine / Gabriel Garcia Marquez (Giulia G.)

Per andare a Macondo, pur costretti in casa.

 

11) La fila / Basma Abdel Aziz (Clara T.)

Un romanzo kafkiano e distopico, nel quale gli abitanti di una città nordafricana sono costretti a presentare richiesta per qualsiasi cosa e a rimanere eternamente in fila in attesa che una Porta si apra per poter consegnare le proprie certificazioni. Di certo non vi farà bene all’anima in questi giorni di quarantena, ma dal momento che stiamo vivendo noi stessi in una sorta di mondo distopico dove dobbiamo rimanere separati gli uni dagli altri e nel quale siamo costretti autocertificare se stiamo facendo cacare il cane, mi sembrava opportuno consigliarvelo!

 

12) Nel paese delle donne / Gioconda Belli (Ludovica I.)

Se le donne prendessero il potere…

 

13) Quel che il giorno deve alla notte / Yasmina Khadra (Eleonore B.)

Uno dei miei libri preferiti ambientato in un Algeria in pieno cambiamento/transizione politica, in guerra “civile”, prima dell’ indipendenza e dopo.

 

14) L’ombra dello scorpione / Stephen King (Sergio P. B.)

Il re Stephen preconizza una epidemia di influenza che decima il genere umano. Libro lunghissimo, perfetto per una quarantena

 

15) Q / Luther Blisset (Giulia D. M.)

Avvincentissimissimo. Intrecciato con sapienza. Critico, e universale nella sua critica. Da spararselo in una settimana di divano fisso.

 

16) Ballando Nudi nel Campo della mente / Kary Mullis (Carmelo M.)

Perchè ti fa capire l’umanità (ed a volte la follia) di veri scienziati, che nella loro fase si savietà giungono a grandezza e follia ed a volte in tarda età divengono purtroppo così visionari da escplodere in complottismo e follie varie…

 

17) 4321 / Paul Auster (Marta P.)

Si potrebbe dire che è un’avvincente riflessione sul potere che eventi casuali hanno nel determinare la forma che prendono le nostre vite. O anche che è un bellissimo dipinto storico, artistico e culturale degli stati uniti del dopo guerra e degli eventi che li hanno resi quello che sono oggi. Ma se devo essere sincera è solo perché a me è piaciuto un casino e lo consiglierei a chiunque! E poi è lungo, tiene impegnati per un po’.

 

18) Collasso / Jared Diamond (Guido N.)

Mi sembra abbastanza inerente…

 

19) La peste / Albert Camus (Francesca G.)

Per entrare nel clima.

 

20) Un giorno questo dolore ti sarà utile / Peter Cameron (Giovanna G.)

Io lo sto leggendo perché lo avevo in fila. So che il titolo è evocativo rispetto al periodo, ma è un caso. Scorrevole, con ironia affronta le piccole nevrosi del suo quotidiano che lo portano a sentirsi un disadattato.

 

21) Cecità / Josè Saramago (Laura L. V.)

Un’epidemia che svela l’egoismo e la cattiveria umana. L’unica salvezza sembra essere la ragione, insieme alla riscoperta dell’umanità come valore. Ci dice qualcosa?

 

22) Americanah / Chimamanda Ngozi Adichie (Giulia S.)

Perché è scritto bene, perché è una bella storia, e perché ci racconta come sia vivere oggi in Europa o negli Stati Uniti da donna nera e nigeriana, attraversando le diverse classi sociali.

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