Corpi in quarantena. Una campagna dell’assembea femminista del Porco Rosso

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I corpi sono spazi, i cui limiti devono essere scelti e definiti solo da chi li possiede.

Le caratteristiche intime, le loro pubblicizzazioni e trasformazioni appartengono a chi li vive e li anima ogni giorno, con tutte le problematiche che può comportare.

Oggi più che mai è importante rivendicare la libertà degli individui di relazionarsi al proprio corpo, la libertà di entrare in relazione con altri corpi, quando risulta da una scelta condivisa, e soprattutto il diritto di difendersi dalla sua violazione, in tutte le sue forme.

Le recenti vicende di Revenge Porn ne sono un esempio. Da un lato, rivendichiamo la libertà delle persone di esporre i propri corpi e di scegliere di farlo con una o più persone. Dall’altro, condanniamo fermamente l’utilizzo e la diffusione di contenuti che ritraggono i corpi altrui senza il consenso di chi li ha prodotti. Condanniamo ugualmente l’utilizzo gravissimo di immagini di minorenni su canali pornografici e pedo-pornografici, a volte effettuato con il coinvolgimento o l’assenso dei genitori stessi.

Ma i corpi sono anche attraversati da dinamiche di potere e perciò soggetti politici. In questo momento nel quale i propri corpi e quelli altrui sono diventati una possibile minaccia per la salute, siamo convinti/e della necessità di riscoprirli con consapevolezza.

Ma il piacere non è per forza apolitico, e come impariamo sempre di più a conoscere il corpo altrui, i suoi limiti e le sfumature del consenso, dovremmo anche imparare a rispettare coloro che ci danno piacere attraverso gli schermi: tutti gli attori e tutte le attrici di contenuti sessuali e pornografici e i tanti e tante lavoratori/lavoratrici del sesso. È per questo che è nato il Porno etico, portato avanti da diversi attivisti/e e registi/e, convinti/e che piacere e impegno politico e sociale possano stare insieme.

Il Porno etico rifiuta gli standard e le norme imposte da un sistema che tende a normalizzare i corpi, a renderli asettici e quindi ad escludere le silhouette che non corrispondono alla sagoma. Si oppone al fatshaming e ad ogni altra forma di stigmatizzazione dei corpi.

Per uscire dalle convinzioni basate sui corpi che ci sono state imposte da anni dal cinema, dalla pornografia, dalla tivù e dalla pubblicità, è necessario un lungo e complesso lavoro di apprendimento per rivederci, imparare a stabilire nuovi standard e a vedere la nostra umanità riflessa in coloro che ci circondano, indipendentemente dal loro corpo.

Dinamiche di consumo, sfruttamento, dominio e competizione appartengono ad un modello politico che rifiutiamo. Non permettiamo che il capitalismo prenda possesso dei nostri corpi e che ci divida. Crediamo che solo rispettandosi a vicenda e costruendo le basi di una mutua fiducia potremo cambiare queste dinamiche di oppressione e sfruttamento dei corpi.

L’assemblea femminista del Porco Rosso

 

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